LE PAGINE DELLE NUVOLE

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  • Zoo di Kaufman, Lo [Zagor 596-598]
    Zoo di Kaufman, Lo una corsa mortale tra belve feroci - Annotazioni di C.Di Clemente Il peggior predatore Lo zoo di Kaufman esalta l'anima guerriera di Zagor, l' "animale più feroce dell'isola", come lo definisce il cattivo nominato nel titolo, perfetto nel ruolo del sadico monotematico che ha raggruppato sulla sua isola (..)
  • Don Camillo volume 9
    Don Camillo volume 9 miseria! - Anteprima di R.Giammatteo Si rinnova a maggio, con la disponibilità in libreria prorio in questi giorni, il consueto appuntamento semestrale con le avventure a fumetti di Don Camillo , Peppone e dell'intero Mondo Piccolo , tratte dai racconti scritti da Giovannino (..)
  • La donna eterna [Tex 651-653]
    La donna eterna Una grande storia di sangue, di vendetta e di sentimenti - Critica di M.Feltrin Non è stato semplice capire perché questo Tex mi disturbasse tanto. Tavola dopo tavola Tex continuava ad intristirmi e ne attribuivo la ragione alla rappresentazione che del nostro amato ranger aveva dato Corrado Mastantuono . Sia (..)

Anche noi siamo Charlie Hebdo

Questo post non avremmo mai voluto scriverlo.
Non solo perché dobbiamo salutare, tristemente, tanti compagni di viaggio, ma perché la loro morte appare ancora più assurda perché causata dall’incapacità di qualcuno di accettare la diversità che è alla base della nostra libertà. Libertà che, ricordiamolo, è innanzitutto libertà di opinione e, quindi, di satira.
Per cui siamo tutti chiamati in causa. Con Wolinski, Charlie Hebdo e gli altri undici morti, è stato colpito uno dei nostri valori irrinunciabili: la nostra libertà.
Per questo oggi siamo tutti Charlie Hebdo.
Ricordiamocelo

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Tantissimi auguri di Buon Natale e di Felice Anno Nuovo a tutti

Fumetti in TV: la nuova serie di Flash

Bentornati su questo blog sui fumetti.
Oggi postiamo qualcosa sulla nuova serie di Flash (l’eroe della DC, non Flash Gordon). la prima, risalente agli anni ’80, è finita dopo una stagione senza farsi troppo rimpiangere, a partire dal costume, alquanto improbabile e troppo “muscoleggiante” per un velocista. Ora la DC ci riprova, con un nuovo look e un mix di tematiche e luoghi comuni che ricorda (non a caso) Arrow, giunto alla terza stagione in patria (Mah!). Questo che vedete accanto è il poster pubblicitario della nuova serie, con l’eroe che fa quello che dovrebbe far meglio, correre, lasciando dietro di sé una scia a forma di lampo (appunto, “flash”).
Per ora, si è visto poco, ma almeno c’è il costume (meglio rispetto a Smallville e Arrow). Ci riserviamo un commento a breve…

Le straordinarie avventure di Pecos Bill parte !: le origini delle origini

Inizia con questo post una serie di articoli dedicata ad un eroe dei fumetti dell’immediato Dopoguerra, famoso ed amato da due generazioni di italiani: Pecos Bill.
L’eroe non violento (nel senso che non usa mai le pistole) occupa un posto di rilievo nella tradizione fumettistica italiana, stante il numero di appassionati che ancora oggi lo venera e legge.
In questa puntata, però, inizieremo dall’inizio, come in tutte le storie che si rispettano, ovvero dalle origini dell’eroe, quelle vere (si fa per dire), che si perdono nel folklore statunitense, al crocevia fra la leggenda e la narrazione popolareggiante…

Pecos Bill è un personaggio dell’immaginario statunitense.
Come molti dei suoi colleghi a stelle e strisce, ad esempio Paul Bunyan o John Appleseed, è oggetto di numerose leggende e tradizioni che lo collegano alla frontiera, a quel Far West che degli States rappresenta l’unico, vero mito di fondazione.
La sua presunta “storia” è ambientata nella fase della cosiddetta espansione territoriale verso occidente attraverso il sud-ovest di Texas, Nuovo Messico e Arizona. In realtà, è molto probabile che tutte le sue storie siano state inventate dallo scrittore statunitense Edward O’Reilly, che le mise su carta a partire dal 1916, per cui possono essere a giusta ragione considerate un esempio del cosiddetto fakelore (da “fake”, falso, + folklore), vale a dire quei materiali di invenzione presentati in modo da essere avvolti da un’aura pseudo-folclorica per farli sembrare narrazioni tradizionali.
Le prime storie sono state pubblicate nel 1916 da Edward O’Reilly sulla rivista “The Century Magazine” e raccolti nel 1923 nel libro “The saga of Pecos Bill”.
Il folklorista americano Richard M. Dorson in seguito scoprì che O’Reilly aveva inventato le storie spacciandole per folklore e che gli altri scrittori che avevano narrato le gesta del cowboy o avevano preso in prestito storie da O’Reilly o avevano aggiunte ulteriori avventure di propria invenzione. Una delle versioni più note delle storie di Pecos Bill è di James Bowman Cloyd, dal titolo “Pecos Bill: The Greatest of All Time Cowboy” (1937). Il romanzo ha vinto il Newbery Honor nel 1938 ed è stato ripubblicato nel 2007.
Le caratteristiche del personaggio sono improntate fin dalla prima apparizione al superlativo: è il più forte, il più abile ecc…. Famoso ed imbattibile domatore di cavalli, nella sua esistenza ha cavalcato anche un leone di montagna e addirittura un tornado in Kansas. Altrettanto leggendaria è la sua bravura nell’uso del lazo, anche se in realtà era solito usare come lazo un serpente a sonagli (rattlesnake in inglese) di nome Snake. A lui viene attribuita anche l’invenzione della sei colpi, della cattura col lazo degli animali (calf roping) e della successiva marcatura a fuoco (cattle branding). La sua origine ha del leggendario: nato intorno al 1830, figlio di una coppia molto prolifica (18 figli!), già dall’infanzia si dimostra eccezionale, tanto che ad un mese già parla e appena impara a sedere impara anche a cavalcare puledri. Durante la migrazione della famiglia, il piccolo Pecos cade dal retro del carro, ma la famiglia se ne accorge solo molto più tardi, quando la madre si ritrova una colazione non consumata (1 dozzina di uova!!!). Il bimbo invece cresce accudito, come nelle migliori leggende dai tempi di Romolo e Remo e Mosè, da un coyote e viene riconosciuto (anche l’agnizione, o riconoscimento, è parte del percorso formativo dell’eroe classico) dal fratello quando i due si incontrano per caso avendo Pecos compiuto 16 anni.
Da qui in poi, la leggenda prosegue decantando le sue numerose quanto improbabili imprese. Pecos ha una relazione con Slue-Foot Sue, una cowgirl altrettanto originale, usa a cavalcare un gigantesco pesce gatto lungo il Rio Grande. Il suo cavallo, chiamato Widow-Maker (creatore di vedove, perché ritenuto indomabile) o Lightning (lampeggiante), non si fa cavalcare da nessun uomo eccetto Pecos, che, in alcune sue avventure, cavalca invece un feroce e fedelissimo leone di montagna.
La storia del fidanzamento di Pecos e Sue è anch’essa all’insegna dell’eccesso e della auto-parodia. Infatti, dopo averla corteggiata sparando a tutte le stelle del cielo tranne una (the lone star, la stella solitaria, come viene anche chiamato il Texas), finalmente i due si sposano ma Widowmaker, incapace di accettare di dividere Pecos con chiunque, la fa cadere. La donna, sbatte per terra e rimbalza, sempre più in alto fino ad arrivare sulla Luna!
Poteva un personaggio del genere non colpire l’immaginario collettivo della nascente superpotenza mondiale? Ovviamente no. Così, rapidamente, all’eroe del West che amava il rodeo e il lazo vengono dedicati romanzi, ma anche sceneggiati radiofonici, fumetti e persino un serial modello il Flash Gordon di Buster Crabbe e un film animato, nel cartone Disney Melody Time (1948).
Nel film live action Disney del 1995, invece, dal titolo Tall Tale: The Unbelievable Adventures of Pecos Bill, Pecos Bill, interpretato dal compianto Patrick Swayze, muore dal troppo ridere, come il mezzo gigante Margutte del Morgante di Luigi Pulci.

E con l’omaggio al simpatico compagno di mangiate pantagrueliche del Gigante Morgante si chiude questa prima puntata de Le straordinarie avventure di Pecos Bill. A presto per le nuove puntate, the same Pecos time, the same Pecos channel…

Sitografia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Pecos_Bill
http://americanfolklore.net/folklore/2010/08/the_birth_of_pecos_bill.html
http://www.manythings.org/voa/stories/Pecos_Bill.html

Cosenza fra le nuvole (di carta)

Domenica 12 ottobre Cosenza, grazie al festival Le strade del Paesaggio, ha assaporato un po’ dello splendente mondo dei fumetti e del cinema di animazione.
Centinaia di appassionati della nona arte hanno fatto lunghe file per poter assistere a due dei momenti topici del programma di questa edizione del festival, l’ottava.
Locandina del Festival del Fumetto di Cosenza

Locandina del Festival del Fumetto di Cosenza


Presso l’Auditorium A. Guarasci, in Piazza XV Marzo, un pubblico di giovanissimi ha assistito prima all’anteprima nazionale del cartone animato Oto, coprodotto da SQUARE MTC e RAI Fiction. Subito dopo la proiezione i presenti hanno potuto incontrare l’autrice, Fusako Yusaiu, maestra nell’arte del Claymation, l’animazione della plastilina, arte grazie alla quale vinto anche il Bagatto d’Oro nel 1971, riconoscimento attribuitole per la pubblicità del liquore Fernet Branca (erano i tempi di Carosello). Subito dopo, è stato presentato “Un amore mostruoso a Cosenza”, albo speciale dedicato a Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo, ambientato proprio in quel di Cosenza. Moltissimi gli appassionati e collezionisti determinati a far propria una delle mille copie a disposizione. Tutti gli altri possono leggere le gesta dell’Old Boy per le strade cosentine in versione ebook, disponibile dal 15 ottobre sul sito della manifestazione.
La mostra delle tavole originali dell’albo realizzate da Daniele Bigliardo e sceneggiate da Peppe De Nardo, curata da Raffaele De Falco, è ospitata al Museo del Fumetto, sito nella Salita Liceo vicino allo storico liceo cittadino intestato al filosofo Bernardino Telesio. Nel Museo sono esposte, oltre alle tavole della mostra dedicata a Dylan Dog, anche tavole originali sul tema “Morgana, la moda nel fumetto”, con opere di Milo Manara, Alberto Gennari, Luca Raimondo, Stefano Casini, Giampiero Casertano, Lucio Filippucci, Giuliano Piccininno, Bruno Brindisi, Luca Enoch.
Sabato 18 si terrà invece la presentazione del graphic novel “Canale Mussolini” realizzato per la casa editrice Tunué da Massimiliano e Graziano Lanzidei.
Manifesto della presentazione di Canale Mussolini

Manifesto della presentazione di Canale Mussolini

La falena che si bruciò presto

The Moth  da Mystery Men Comics 9

The Moth da Mystery Men Comics 9

The Moth, ovvero la Falena è un supereroe che ha avuto una vita molto breve, solo quattro (brevi) avventure, per un totale di 23 tavole, comparse nelle pagine di Mystery Men Comics dal n. 9 al n. 12 editi dal Fox Feature Syndicate nel 1940. L’autore accreditato, almeno nelle storie 1 e 2, è un non meglio precisato Norton Kingsley, nome collettivo divenuto Norman Kingsley nel n. 4, mentre nel n. 3 i credits attribuiscono i testi ad un altro nome collettivo, Godfrey Clarke. I disegni sono invece di un non ancora famoso Jim Mooney (secondo Don Markstein, sarebbero stati proprio le tavole realizzate per The Moth a convincere la DC ad affidargli le matite del cavaliere oscuro).
The Moth da Mystery Men Comics 10

The Moth da Mystery Men Comics 10


Il personaggio non sembra avere un grande background, anzi, si potrebbe dire che è totalmente assente, così come latita anche l’approfondimento psicologico. Dell’eroe (non) mascherato non si sa neppure se ha effettivamente una identità segreta.Le quattro back stories non sono particolarmente originali e non hanno trame molto complesse. L’eroe, che cambia già costume nella seconda apparizione, sembra avere solo la capacità di volare, ma non se ne conosce l’origine.
Nella prima avventura, la Falena salva una fanciulla gettatasi da un palazzo a causa del rapimento della figlia, avvenuto nella culla. Riportando la donna a casa, la Falena individua una casa abbandonata stranamente illuminata e vi scopre la bimba rapit minacciatoa con un coltello da un tizio in camice, un “madman” che, dopo aver tentato di colpire col coltello l’eroe, fugge in auto. L’eroe, dopo aver liberato la bimba, insegue il folle facendo uscire di strada l’auto. Dopo aver catturato il folle rapitore, lo riporta indietro e lo obbliga a risvegliare la bimba ipnotizzata, il criminale però cerca di colpire di nuovo la Falena, ma colpisce invece il suo macchinario che fa saltare tutta la casa. L’esplosione, però, fa risvegliare la bimba, che la Falena restituisce alla madre e al padre, prima di allontanarsi in cielo. Nella seconda delle quattro storie, il costume viene cambiato senza spiegazione guadagnando due antennine sulla testa e ali da farfalla invece che da falena, ma perdendo il mantello. In questa storia, la Falena sconfigge misteriosi Re del Clima gettando una bomba nella loro base, misteriosamente individuata.Catturato, riesce a riprendersi e a distruggere i macchinari, lasciati ovviamente incustoditi, e distruggendo l’intera base.
Terza avventura e terzo cambio di costume, con ali ridotte e tondeggianti, colletto ma senza antennine. In questa storia, salva una vedova da due nipoti snaturati, dimostrando una certa attitudine alla violenza modello Callaghan o Punisher.
The Moth da Mystery Men Comics n. 11

The Moth da Mystery Men Comics n. 11


Nella quarta e ultima avventura, disegnata con tratto più incerto e caricaturale (e quasi certamente non da Mooney), il costume cambia di nuovo, ali di nuovo da falena, niente colletto e cappuccio simile a quello indossato nella prima avventura. Questa volta, l’eroe volante affronta uno scienziato pazzo che trapianta cervelli (tenterà di usare la Falena come cavia) e la sua banda. Questa volta, la propensione alla violenza non è affatto mitigata e l’eroe volante getta dallatorre del castello divenuto laboratorio il mad doctor affermando “never give a rat a chance”, mai dare ad un topo una possibilità. Questa, malgrado la didascalia in fondo all’ultima vignetta della storia, è l’ultima avventura dell’eroe falena.
The Moth da Mystery Men Comics 12

The Moth da Mystery Men Comics 12

Nuova testata per il blog delle nuvole

Una nuova testata per il blog delle nuvole.
Ora il reboot è completo. A presto per i nuovi articoli…

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