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L’universo onirico di Little Nemo

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Questo discorso serve per introdurre l’analisi della sperimentazione grafica di Winsor McCay, in particolare nella striscia domenicale “Little Nemo in Slumberland”, per la cui scheda si veda l’apposita pagina su wikipedia. Nelle tavole di grande formato domenicali, McCay esprime una visione onirica ben lontana dall’innocenza e dalla semplicità presunta dei fumetti per ambii dell’epoca. Innanzitutto, la robusta struttura della griglia, che si apre e si chiude in due piccole vignette dedicate al sonno e al risveglio violento del piccolo

Immagine 1: Le tentazioni di San Antonio di Salvador Dalì
Fonte: http://www.ludd.luth.se/~silver_p/Art/Dali/dali.temptation-of-saint-anthony.jpg

Nemo, incastra una prospettiva altrettanto severa nelle regole quanto onirica e simbolica nella sua natura. Letti che divengono mezzi di trasporto attraverso l’allungamento spropositato delle quattro gambe, con effetti non del tutto dissimili dagli elefanti dalle sottili e lunghissime gambe di Dalì (vedi immagine 1), cieli che si rivelano sofisticati tendaggi, ecc…, si snodano in una costruzione assolutamente coerente con le regole della prospettiva rinascimentale senza stridere con l’illogicità della situazione in cui il protagonista e i suoi amici Princess e Flip si trovano. Anzi, la perfezione della visione prospettica e l’eleganza della decorazione e del design di chiara ispirazione liberty amplificano l’effetto di spaesamento, il “perturbante” onirico di matrice freudiana.
Inoltre, l’abilità compositiva del celebre illustratore-fumettista-animatore gli consente effetti eccezionali, soluzioni ardite e sperimentali nella resa, ad esempio, del movimento dei personaggi e degli oggetti. Celebre è, infatti, la tavola in cui il titolo interagisce con i personaggi della vicenda e le loro pose dando il senso del movimento alla composizione senza usare le famigerate linee cinetiche (vedi immagine 2).

Immagine 2: tavola domenicale di Little Nemo in Slumberland. Fonte: wikipedia


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