il Blog delle nuvole

Home » teoria » Fra Origini e Golden Age: il segno e il disegno

Fra Origini e Golden Age: il segno e il disegno

Categorie

Disclaimer

Sito internet con aggiornamenti aperiodici, non rientrante nella categoria Prodotto Editoriale. Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta senza il permesso dell'autore e senza citarne la fonte. Le immagini utilizzate e le fonti appartengono ai rispettivi autori citati ogni qual volta sia possibile.
English: Amazing Mystery Funnies #1 (1938)

Amazing Mystery Funnies #1 (1938) (Foto credit: Wikipedia)

Yellow Kid 1896-3-15

Yellow Kid 1896-3-15 (Photo credit: Wikipedia)

L’assunto che i fumetti degli inizi, grossomodo, dunque, perché la data del 1896 è assolutamente convenzionale, fra la fine del 1800 e la fine degli anni ’20, siano ingenui e semplici è anch’esso assolutamente da rivedere. È questo per più motivi. Innanzitutto perché la distinzione fa pre Golden age e Golden age vera e propria è data da un segnale di discontinuità chiaro ed evidente, la nascita del fumetto d’avventura (Flash Gordon, Mandake ecc…), ma per nulla nel senso dell’accrescimento della complessità del linguaggio fumettistico. Anzi, per certi versi, è vero il contrario: il fumetto, nel passaggio dalla strip comica a quella avventurosa perde in complessità linguistica, in capacità di sperimentazione per mutuare schemi e modelli più consoni al cinema e più familiari al nuovo pubblico cui le nuove strip intendono raggiungere: il target adolescenziale e post-adolescenziale.
Certo, il percorso non è né chiaro, né univoco, dato che, ad esempio, Raymond, padre di Flash Gordon, preferisce puntare sul segno neoclassico e sulla fissità iconica e atemporale di Jacques-Louis David. Tuttavia è evidente: mentre gli autori della prima fase, forse anche per la scarsa attenzione del mondo degli adulti verso il mondo delle strip comiche, ritenute per bambini, hanno a disposizione un’ampia gamma di soluzioni e un linguaggio non condizionato e ancora “in fase sperimentale”, disegnatori e autori della Golden Age sono chiamati d un’opera di sintesi, che riduce il margine di sperimentazione del medium fumettistico a vantaggio di un linguaggio più chiaro ma anche più condizionato dalle aspettative di un pubblico meno “comprensivo” e più attento alla coerenza con il linguaggio dominante quello cinematografico.
Così si nota la scelta di utilizzare ampiamente soluzioni di piano (cioè basate sulla figura e le sue parti) invece che di campo (basate cioè sul paesaggio), l’elevato numero di vignette per pagina (si riducono le splash pages, anche nelle pagine domenicali, si diffonde il modello più con 6 vignette per pagina, di solito di dimensione fissa), con conseguente aumento della spezzettatura della narrazione, il ricorso massiccio (con qualche eccezione, come visto sopra) alle linee cinetiche per suggerire a un lettore meno coinvolto e complice ma più esigente e “realistico” il movimento, l’azione.

Enhanced by Zemanta

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Lascia al tua email qui per seguirci

Segui assieme ad altri 23 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: